Glastonbury / Avalon

La Nebbia avvolge l'Isola Sacra di Avalon al mattino. Foto di Katie Player, 20.02.2015
La Nebbia avvolge l’Isola Sacra di Avalon al mattino. Foto di Katie Player. 20.02.2015

Secondo la tradizione, l’antica isola di Avalon si trova all’interno del paesaggio naturale della piccola cittadina di Glastonbury nel Somerset, in Inghilterra.
Nel 1191 i monaci della grande abbazia benedettina di Glastonbury affermarono di aver trovato i corpi di Re Artù e della Regina Ginevra che giacevano sepolti sotto due lapidi a forma di piramide a sud della Cappella di Maria. Spostarono i corpi e li misero in una tomba di marmo nero che per diversi secoli restò nella navata centrale della grande cKathy colil’Abbazia, fino alla dissoluzione dei monasteri della chiesa cattolica romana che Enrico VIII ordinò nel 1539, quando i corpi e la tomba scomparvero. Ad oggi si dice che Artù dorme ancora ad Avalon con la sua regina Ginevra, il cui nome è di origine Gwenhyfar o fantasma bianco.
Nelle leggende gallesi ci sono state tre Gwenhyfars, tre aspetti della Dea antica sovrana delle isole britanniche. Arthur stesso è figlio di Artha, la Grande orsa visibile nei cieli. E’ stato il consorte sacro che, al fine di diventare veramente re, deve sposare la dea Sovrana della terra. Insieme Gwenhyfar e Arthur attendono la chiamata per tornare alla vita.
In passato Glastonbury era conosciuta come Ynys Witrin o l’isola di vetro e alcuni dicono che il suo nome attuale deriva da Glass Ynys borough o Glass Isle borough, uno strano miscuglio di lingue celtiche e sassoni. Forse, in quei giorni, quando era circondata da un mare interno, l’isola verde e fertile si specchiava nelle acque lisce e era come un’immagine in uno specchio, una vera e propria isola di vetro. Nella leggenda, verso la fine della sua lunga vita Merlino il mago e veggente, è stato imprigionato o si arrese (a seconda di come si legge il mito patriarcale) a Nimue, Dama del Lago, andando a vivere con lei su l’isola di vetro. L’energia ispiratrice di Merlino può essere fortemente sentita in questa isola sacra.
Oggi Glastonbury è unica tra le piccole città delle isole britanniche a causa del suo ricco patrimonio mitico e della comunità spirituale moderna così diversa e in espansione, i cui abitanti comprendono coloro che venerano la Dea, Pagani, Cristiani, Buddisti, Indù, Sufi e altre correnti New Age. Le persone che vivono qui sono un mix eclettico di individui ognuno dei quali segue il proprio percorso spirituale spiccatamente personale.
Glastonbury è famosa nel mondo come centro spirituale. E’ nota per le sue vibrazioni mistiche, per le energie che le persone sentono quando vengono qui, per le sincronicità che iniziano ad accumularsi mentre camminiamo sulle sue strade e nei campi. Non è un luogo comune da visitare o in cui vivere. E‘ un luogo di pellegrinaggio per migliaia di persone che si recano qui da tutto il mondo attirate dal mistero che è Avalon.

Il rapporto tra Glastonbury e Avalon

Nella mia esperienza di vivere in questo luogo magico per più di trent’anni il rapporto tra Glastonbury e Avalon è quella di due mondi separati da un Velo scintillante. Mentre la città è il mondo esterno
in cui tutti noi viviamo e lavoriamo ed esprimiamo la nostra umanità, Avalon è il mondo interiore dove vive la Dea e le nostre anime trovano la loro libertà. I due mondi di Glastonbury e Avalon sono separati solo da un Velo di prospettiva, da come guardiamo le cose.
Il velo di Avalon è come la nebbia, che in autunno e primavera si ferma, spesso, bassa sopra la Valle di Avalon, avvolgendo la terra sacra nel mistero, nascondendo punti di riferimento familiari, sottolineando suoni e facendoci guardare più da vicino i percorsi che stiamo percorrendo. Per i paesani del Somerset questa nebbia è conosciuta come la Dama Bianca, che sorge misteriosamente dai Levels (terreno acquitrinoso sotto il livello del mare caratteristico di questa zona, n.d.t.) all’alba e al tramonto, disegnando il velo attraverso il paesaggio nascondendo la Sua bellezza
A volte, come la nebbia, il Velo eterico di Avalon è fitto e impenetrabile e altre volte si assottiglia e si può intravedere un’altra realtà, che la bella Avalon. Questo assottigliamento del Velo sembra verificarsi in un pattern ritmico in determinate stagioni dell’anno, all’avvicinarsi dei giorni delle celebrazioni della Ruota dell’Anno, e le lune nuove e piene. Allora è più facile passare in Avalon e di ritornare in modo sicuro.
L’assottigliamento del Velo è anche personale. Esso riguarda il nostro sviluppo spirituale individuale. Succede naturalmente quando si comincia ad aprire la nostra coscienza all’esistenza e alla realtà dei
mondi invisibili. Cominciamo a vedere e sentire quello che era nascosto ai nostri occhi. Noi intravediamo i fili eterici luccicanti che collegano tutto e mantengono la forma di tutta la Vita. Mentre camminiamo sulle morbide colline di Glastonbury, intravediamo degli esseri e oggetti che non son fisicamente presenti.
Possiamo vedere le strutture di altri tempi, pietre erette, tumuli, i templi della Dea, boschetti, l’antica Abbazia in tutta la sua gloria, il monastero del Tor, così come le visioni degli edifici del futuro. Gli esseri che vediamo possono emergere con forme indistinte, o come i colori più belli, o profumi celestiali, o in forme più familiari. Possiamo vedere le fate, i nani, gli elementali, i deva, le creature dell’Altromondo, esseri umani, dee e dèi. Se siamo fortunati questi esseri ci accompagnano nel nostro pellegrinaggio, sussurrando parole di saggezza nelle nostre orecchie, rispondendo alle nostre domande, ci guidano in una nuova realtà.
Il Velo che separa è sia esterno sia una realtà interiore. E‘ il velo di nebbia di Avalon, che non possiamo vedere o attraversare senza permesso e cuore aperto. E‘ anche il velo interiore eterico che separa la nostra realtà materiale del mondo invisibile dell’intuizione, anima e spirito. Mentre si sviluppa la consapevolezza e la coscienza si espande questi veli si assottigliano consentendo alle energie sottili del cuore e della mente di penetrare la nostra consapevolezza di tutti i giorni.
Dion Fortune ha descritto il Velo di Avalon come di fuoco. Nella sua esperienza di vita per diversi anni a Calice Orchard, ai piedi del Glastonbury Tor nel 1930, vide un velo di fuoco che circonda la Tor, separando Avalon dalla terrena Glastonbury. Questo fuoco non poteva che essere penetrato da iniziati, il non “evoluto” avrebbe dovuto perire nelle fiamme. Forse ci sono molti più Iniziati che si sono incarnati oggigiorno e che sono in grado di viaggiare in modo sicuro tra i regni visibili e invisibili. Nel corso degli anni ho incontrato migliaia di pellegrini che vengono a Glastonbury, al fine di passare attraverso questo velo di sperimentare le energie di Avalon e ci riescono in qualche modo o un altro.
Per alcuni il pellegrinaggio a Avalon è inconscio. Le persone sono attratte da Glastonbury dall’immagine del Tor, da ciò che leggono nei libri e nei giornali o vedono in TV o su internet. Essi provengono in gran numero a numerosi festival annuali che si tengono dentro e intorno alla città nei mesi estivi, tra cui l’enorme Glastonbury Festival (un festival di musica e arti tenuto a cinque chilometri di distanza, a Pilton), il Children’s Festival, il Festival Internazionale di Danza, o con l’intenzione spirituale che venire alla favoloso Goddess Conference (www.goddessconference.com) che si tiene ogni anno alla fine di Luglio in onore della Dea nel paesaggio sacro di Avalon. Ogni giorno sempre più gente arriva qui per questo scopo.
Il che non vuol dire che l’esperienza è necessariamente per tutti meravigliosa, perché passare ad Avalon significa entrare in un luogo di trasformazione, aprirsi al cambiamento e che di solito non è una cosa facile per nessuno di noi da fare. Possiamo anche chiedere la trasformazione, ma non sempre sappiamo che cosa significa, quello che stiamo chiedendo. A volte il cammino attraverso il velo di Avalon può sembrare più come un passaggio attraverso un velo di lacrime. Ci troviamo a piangere quando emozioni profonde vengono portate alla superficie della coscienza, mentre ci troviamo di fronte quelle parti di noi stessi che sono state a lungo represse e nascoste. Esse esplodono nella realtà quotidiana in modo potente e travolgente. Ci ritroviamo spesso a piangere per il dolore e la dolcezza della nostra vita umana e terrena e troviamo la rabbia repressa che deborda in momenti inappropriati fuori dalla nostra stessa Ombra.
Inoltre ci sono quelli la cui aura e spazi psichici sono già stati danneggiati in un modo o nell’altro dalle esperienze di vita, i cui veli interiori sono irregolarmente sottili in alcuni punti. Quando vengono a Avalon per ricevere il tocco di guarigione della Signora di cui hanno bisogno, possono venir bruciati dall’esperienza di passare troppo rapidamente attraverso il velo di fuoco. Un po’ di accortezza e preparazione è necessaria.
Le persone che hanno vissuto a Glastonbury per qualche tempo, che hanno scelto di venire qui a sperimentare le potenti energie del luogo, scoprono che dopo una prima esperienza trasformativa che può durare per diversi anni, sono in grado di vivere in una certa misura in entrambi i mondi contemporaneamente. Noi abbiamo un piede nella realtà quotidiana della vita a Glastonbury e un piede in Avalon. I nostri piedi sono a terra e il nostro cuore è nell’eternità e il processo di trasformazione continua a livelli sempre più profondi della coscienza.

 

testo tradotto da “In the Nature of Avalon” di Kathy Jones, Ariadne Publications.

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